"Mangiare è una necessità, mangiare intelligentemente è un’arte".

Pizza: come inserirla in una dieta equilibrata.

Pizza: come inserirla in una dieta equilibrata.

Se chiedete al maestro pizzaiolo Evandro Taddei – una laurea honoris causa in Scienza dell’Alimentazione – cos’è per lui la pizza, vi risponderà così:
“La pizza è, e resta per me l’alimento più consono alle nostre esigenze alimentari. Dimostrato ad personam poiché per oltre venti anni ogni giorno mi sono nutrito di pizza, con desiderio e senza mai averne noia e con me chi collaborava nelle mie attività. La pizza è inoltre il miglior alimento globale, semplice, poco costoso, adattabile e con migliori principi nutrizionali visto che si possono scegliere in base alle propri esigenze dietetiche. Un pensiero ricorrente quindi per me è… una vita per la pizza una pizza per la vita”.

La pizza, come la pasta, è il simbolo dell’italianità; conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo è un alimento che mette d’accordo tutti, semplice (acqua, farina, lievito) ed economico.
Potrebbe essere teoricamente utilizzata come sostituto del pane, ma ci sarebbe da considerare la quantità e soprattutto essere sicuri che non ci siano altri ingredienti che farebbero “lievitare” le calorie; meglio gustarla una volta a settimana.

Una premessa è d’obbligo: fare la pizza è un’arte ma non tutte sono uguali. Può essere un ottimo piatto unico da inserire secondo le proprie esigenze nutrizionali in una dieta, ma può diventare, soprattutto se mangiata la sera, compagna di notti insonni.
Preparata in maniera errata infatti è spesso causa di digestione lenta e sete notturna.

Pizza: ingredienti e valori nutrizionali

La pizza è un impasto di farina, acqua, lievito e sale a cui si aggiungono poi altri ingredienti come
ad esempio pomodoro e mozzarella, che viene cotto al forno. La qualità e la digeribilità di una pizza dipendono da vari fattori, in primis dalla scelta delle materie prime in particolare delle farine, ma anche dal lievito utilizzato (livieto di birra, lievito madre) e quindi dalla lievitazione, dalla maturazione dell’impasto, dalla cottura.

La pizza apporta vari nutrienti, ma non è sicuramente un piatto leggero.
La più celebre, la pizza Margherita, fornisce carboidrati (52%), proteine (5,6%) e grassi (5,9%) ma anche 270 kcal circa ogni 100 g. Considerando che in media una pizza pesa circa 280-300 g si arriva tranquillamente a 700/800 Kcal , l’equivalente energetico di un intero pasto. Altri elementi aggiunti alla farcitura, non fanno altro quindi che aumentare l’apporto calorico.
La mozzarella ed il pomodoro sono una discreta fonte di sali minerali soprattutto calcio, fosforo e potassio. Da considerare anche l’apporto di sodio. Una pizza intera ne contiene all’incirca 2g ossia la quantità che l’OMS raccomanda di non superare per non incorrere in problemi cardiovascolari.

La pizza e i consigli per gustarla, senza sensi di colpa.

  • La pizza andrebbe mangiata da sola, sicuramente non come spezzafame mattutino o pomeridiano come invece è abitudine, specie tra bambini e giovanissimi.
  • Nell’ambito di una dieta varia ed equilibrata la pizza può essere consumata una volta a settimana come piatto unico, meglio a pranzo poiché, soprattutto se si fa poca attività sportiva è più semplice “smaltire” le calorie accumulate.
  • Nei giorni in cui si prevede di mangiare pizza, meglio tenersi più leggeri negli altri pasti della giornata, privilegiando frutta e verdura.
  • In caso di dieta ipocalorica evitare di mangiarne il bordo in modo da ridurre la quota glucidica.
  • Sarebbe buona cosa accompagnare la pizza con una porzione d’insalata fresca che contribuisce a creare senso di sazietà.
  • Di solito la pizza viene accompagnata dalla birra, ma una birra media apporta circa 220 kcal che vanno ad aggiungersi a quelle fornite dalla pizza. Un surplus di calorie che specialmente in una dieta devono essere tenute in debita considerazione.
  • Il dolce a fine pasto è sicuramente da evitare come pure i superalcolici.

Come riconoscere la pizza di qualità

La pizza, insieme alla pasta, come detto, è uno dei simboli del made in Italy messo sempre di più a dura prova da leggi e plagi che vanno a discapito della qualità e della tutela del consumatore.
La prima cosa per ottenere una pizza di qualità è partire dalla materia prima; gli ingredienti devono essere freschi e ben conservati.
Se una pizza ha degli ingredienti vecchi, questi si riconoscono subito al primo morso: la mozzarella deve saper di latte, l’olio non deve essere rancido, le farine non devono dare la sensazione di stantio, il pomodoro deve ricordare la polpa appena spremuta.
Gli ingredienti devono essere amalgamati tra loro, riconoscersi ma essere un tutt’uno: devono dare la sensazione di “sciogliersi in bocca”.
La pizza deve essere digeribile: se non lo è l’impasto non era ben lievitato o la cottura insufficiente.
Non deve essere gommosa, la masticazione deve essere facile, verificare che la massa interna sia ben cotta e gli alveoli tondi; poche devono essere le bolle esterne e la pizza non deve presentare parti più bruciate.
Meno è condita, più si riesce ad apprezzarne l’impasto; più è semplice e più si capisce la qualità delle materie prime.

Buon appetito!

Continua….

Dott.Paride Travaglini
biologo nutrizionista

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